giovedì 24 luglio 2014

Recensione || Il Cavaliere dei Sette Regni di George RR Martin




Titolo: Il cavaliere dei sette regni
Autore:  George R.R. Martin
Editore: Mondadori
Titolo Originale: Knight of the  Seven Kindoms
Pagine:332

1° volume | serie Prequel delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco






Trama

Westeros, novant'anni prima degli avvenimenti narrati nelle 'Cronache del Ghiaccio e del Fuoco'.
Seguiamo le vicende di Dunk, noto anche come ser Duncan, cavaliere errante poco avvezzo agli intrighi di corte ma abile nella lotta e nobile di cuore, e il suo giovane scudiero Egg, un soprannome dietro cui si nasconde, all'insaputa del mondo, Aegon Targaryen, principe della casata dei Draghi e destinato un giorno a sedersi sul Trono di Spade.
Alla morte del cavaliere di cui era scudiero, Dunk decide di prenderne le insegne e partecipare al torneo di Ashford.
Sulla strada in una locanda, incontra un ragazzino che afferma di essere orfano. Dopo un primo rifiuto, Dunk, decide di farne il suo scudiero.
Da quel momento Dunk ed Egg affrontano incredibili avventure attraversando i Sette Regni

Recensione

Come penso di di aver ripetuto almeno un centinaio di volte, sono una grandissima fan di GoT, per cui quando è uscito questo libro non ho potuto fare a meno di correre nella libreria più vicina, comprarlo e divorarlo in una giornata; ma sono stata delusa.
Lo stile di Martin è, a mio avviso, fantastico ma non ho apprezzato particolarmente il tema di questo prequel.
Come me, penso che molti fan si aspettassero un tema molto più legato alla ribellione di Robert o comunque ai personaggi che abbiamo conosciuto e amato nelle Cronache; quel furbone di Martin invece ci ha propinato Ser Duncan l'alto, che io personalmente ho detestato.
Forse è colpa mia, l'ho idealizzato troppo sia nella serie tv che nei libri; nei quali viene presentato come un eroe, un emblema della guardia del re, per cui io m'immaginavo chissà cosa e mi sono ritrovata questo ragazzoto di campagna, col sogno di diventare cavaliere che si ritrova  invischiato in situazioni molto più grandi di lui, costantemente a disagio nel mondo in cui aspira a diventare parte ( se avessi avuto un bicchiere di vino per ogni volta che ho letto 'Ti prendo a sberle sulle orecchie' avrei iniziato a rotolare già a pagina 10).
Egg invece è molto molto molto meglio come personaggio, si riesce già ad intravedere il re che diventerà un giorno, e salva Dunk in molte situazioni sia con il suo 'stivale' sia da figure veramente ignobili con i vari signori che incontrano durante il viaggio.
Se non fossi così presa dall'intera serie avrei rimpianto questo libro: più che altro perchè Martin ha creato un mondo potenzialmente infinito, avrebbe potuto parlare degli Andali e dei primi uomini, delle guerre al nord, dell'avvento dei Tragaryen, tutti argomenti sui quali io e moltissimi altri avremmo sbavato e invece no, leggiamo le mirabolanti avventure di Dunk.
Per cui il mio giudizio è molto combattuto, è un buon libro perchè come ho già detto lo stile di Martin è sempre incepibile e dati i tempi d'attesa per il nuovo libro delle cronache è comunque una gioia leggere qualcosa su Westeros; ma avrei preferito che il qualcosa fosse incentrato su altre vicende.